{"id":404,"date":"2012-06-25T17:20:33","date_gmt":"2012-06-25T15:20:33","guid":{"rendered":"http:\/\/enerpass.it\/?page_id=404"},"modified":"2012-06-25T17:27:39","modified_gmt":"2012-06-25T15:27:39","slug":"linizio-dei-lavori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.enerpass.it\/it\/fasi-di-realizzazione\/linizio-dei-lavori\/","title":{"rendered":"L\u2019INIZIO DEI LAVORI"},"content":{"rendered":"<h1>L\u2019INIZIO DEI LAVORI<\/h1>\n<p><em><\/em>Nell\u2019autunno 2006 iniziarono i lavori, quantunque l\u2019affidamen- to avesse suscitato grande attesa. Ci si chiedeva, chi avrebbe presentato le offerte per la galleria, che era l\u2019incarico di gran lunga piu\u0300 grande.<br \/>\nI lavori di perforazione furono aggiudicati alla ditta Seli di Roma, gli interventi con gli esplosivi furono commissionati alla ditta Edilmac di Bergamo.<\/p>\n<blockquote><p>Gran gioia suscito\u0300 la decisione di assegnare gran parte dei lavori a ditte locali.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per la realizzazione della galleria di derivazione vennero inizi- almente utilizzati gli esplosivi, poi la galleria venne rivestita di tubi in acciaio, il pozzo fu scavato invece con la procedura del \u201eraise-bore\u201c e successivamente rivestito di tubi in acciaio. Es- plosivi sono stati utilizzati anche per realizzare la parte iniziale della galleria quasi orizzontale che dal pozzo piezometrico por- ta fino quasi a Moso dove e\u0300 stata assemblata la TBM (la mac- china perforatrice). La parte restante della galleria, 6 km circa, e\u0300 stata realizzata mediante perforazione e rivestita di elementi conci in calcestruzzo prefabbricati.<\/p>\n<p><strong>DIFFICOLTA\u0300 INASPETTATE<\/strong><br \/>\n<em>Due sono stati i problemi che hanno creato le maggiori difficolta\u0300: il finanziamento e le infiltrazioni d\u2019acqua inaspettate in galleria.<\/em><br \/>\nPer motivi di ordine giuridico la gara d\u2019appalto relativa al finanziamento e\u0300 stata bandita a livello europeo. La preparazione dei documenti di gara si e\u0300 resa possibile soltanto grazie all\u2019aiuto di un professore di Venezia e di un esperto di Bolzano, il dott. Heinz Senoner. La procedura richiese alcuni mesi, al termine della quale il finanziamento fu aggiudicato a Banca Intesa in collaborazione con la BTB (Banca di Trento e Bolzano). Di gran lunga piu\u0300 inattese furono le enormi infiltrazioni d\u2019acqua in galleria. Nonostante fossero state eseguite otto perforazioni di prova, queste si erano rivelate otto fori in un pagliaio. Nessuno si sarebbe mai atteso una tale quantita\u0300 d\u2019acqua. Fino a 400 litri al secondo scaturirono dalla roccia, laddove la roccia era di materiale piu\u0300 friabile la perforatrice rischiava di impantanarsi.<\/p>\n<blockquote><p>Furono ore e giorni tormentati, la preoccupazione aveva ridotto i nervi a fior di pelle e la speranza aveva quasi abbandonato gli animi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Significativo e\u0300 questo estratto dal quotidiano locale: \u201eChe aspetto ha l\u2019interno di una montagna? Ci si immagina una roccia piu\u0300 o meno compatta attraversata da alcune vene d\u2019acqua. Per il resto e\u0300 una questione alla quale non si pensa piu\u0300 di tanto, fino a quando non ci si imbatte nel problema. Nella fase di preparazione ai lavori di realizzazione della grande centrale erano state eseguite sette perforazioni di prova profonde fino a 300 m, le quali, insieme alle rilevazioni cartografiche di superficie, lasciavano pensare che si trattasse di materiale di buona qualita\u0300, intersecato da varie zone dissestate di spessore variabile dove, in fase di formazione, la roccia si era frammentata, la pietra sgretolata, mescolandosi in seguito ad acqua. Le aspettative furono confermate nella prima parte della galleria, la roccia era compatta e la macchina perforatrice (TBM) avanzava di 30 m al giorno. Nel luglio 2007 ci si imbatte\u0300 in una zona dissestata inaspettatamente ricca d\u2019acqua, che correva parallelamente alla galleria. Le condizioni a volte erano talmente critiche da impedire alla TBM di avanzare anche di un solo metro al giorno.<br \/>\nLa gran quantita\u0300 d\u2019acqua e di detriti fece impantanare la TBM che, per essere liberata, dovette essere scostata di millimetro in millimetro utilizzando una forza di 9000 kilonewton, quando per scalfire la roccia piu\u0300 dura sono sufficienti 5000 kilonewton. Nel contempo l\u2019acqua continuava a fluire all\u2019interno della TBM, costringendo gli operai ad indossare tute da sub per completare il rivestimento in calcestruzzo.<\/p>\n<blockquote><p>Le condizioni di lavoro erano estremamente dure e richiedevano il massimo sforzo da parte di tutti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Altrettanto snervante era la consapevolezza che una TBM potesse soltanto avanzare e non indietreggiare.<br \/>\nLa fresatrice perfora la roccia, rivestita poi di anelli in calcestruzzo sui quali la testa di perforazione fa presa per spingere in avanti tutta la macchina. Ovviamente il diametro degli anelli in calcestruzzo e\u0300 minore di quello della testa di perforazione e la macchina non puo\u0300 piu\u0300 tornare indietro. Questa fase e\u0300 stata la piu\u0300 difficile, sia per l\u2019impegno richiesto, sia per la tensione creatasi. Chi ha partecipato ai lavori di scavo in galleria in queste condizioni comprende lo stato d\u2019animo dei minatori che speravano in un aiuto dall\u2019alto e veneravano Santa Barbara.<br \/>\nAi primi di agosto del 2007 venne raggiunta la fine di questa zona di dissesto. Da allora c\u2019e\u0300 stato un netto miglioramento delle condizioni, la roccia e\u0300 divenuta piu\u0300 compatta e le infiltrazioni sono calate. Parallelamente ai lavori in galleria, dovevano essere approntati i preparativi per il regolare drenaggio dell\u2019acqua presente in galleria. Le opere aggiuntive resesi necessarie per le ingenti infiltrazioni d\u2019acqua hanno avuto un costo di 300.000 euro. Una condotta d\u2019acciaio di 400 mm di diametro venne po- sata per condurre l\u2019acqua presente in galleria fino a Mora , dove e\u0300 stata trattata in un nuovo impianto di depurazione, decantata in vasche di deposito e ricondotta al Passirio. L\u2019acqua entrata in galleria era priva di sostanze inquinanti, si trattava di mate- riale sospeso come sabbia finissima, rena e argilla, che tutta- via era necessario eliminare. Paradossalmente l\u2019acqua filtrata e ricondotta nel Passirio era piu\u0300 pulita dell\u2019acqua del torrente. La quantita\u0300 d\u2019acqua immessa doveva essere di norma inferio- re allo 0,5% rispetto all\u2019acqua del Passirio. Un escavatore che lavori nel letto del fiume genera molto piu\u0300 materiale in sospen- sione, senza che questo necessiti un filtraggio\u201c.<\/p>\n<p><strong>L\u2019APERTURA DELLA GALLERIA<\/strong><\/p>\n<p><em>Ma anche i giorni peggiori hanno una fine ed il 30 marzo 2008 venne festeggiata l\u2019apertura della galleria a Moso insieme ad un numero indefinito di interessati.<\/em><br \/>\nA centinaia si radunarono nella zona sportiva di Moso per partecipare ad uno spettacolo che non si sarebbe ripetuto tanto presto. Su uno schermo gigante installato nel campo sportivo veniva trasmesso la fase conclusiva della perforazione. Con impazienza si attendeva la fuoriuscita della fresa.<\/p>\n<blockquote><p>Dapprima si senti\u0300 il rumore che preannunciava la fuoriuscita della testa fresante, poi caddero alcuni pezzi di roccia ed improvvisamente spunto\u0300 l\u2019enorme testa della perforatrice che scaraventava<br \/>\na parte gli ultimi pezzi di roccia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un applauso di felicita\u0300 accompagno\u0300 la conclusione dei duri lavori di scavo condotti per 6 km attraverso la montagna. Visibile era il sollievo provato dai responsabili amministrativi e dalle imprese per il successo dell\u2019impresa portata a termine da uomini della Val Passiria per la popolazione della valle. La tensione si sciolse, il benessere ed il futuro di tutti era stato assicurato e l\u2019avvenimento fu commentato ancora per ore ed ore. Anche gli esperti costruttori di galleria confermarono che in cinquant\u2019anni di lavoro non avevano mai trovato tanta acqua in una montagna, e questo e\u0300 significativo detto da una ditta che costruisce gallerie in tutto il mondo. Il ringraziamento maggiore va tuttavia alla divina provvidenza che ci ha evitato gli inci-<br \/>\ndenti che avrebbero gettato un\u2019ombra sinistra sui lavori. Forse non e\u0300 rimasta del tutto estranea nemmeno Santa Barbara, la protettrice dei minatori. La sua festa si svolge tutti gli anni a Moso, mantenendo cosi\u0300 in vita la centenaria tradizione dei minatori di Monte Nevoso.<\/p>\n<blockquote><p>Chi lavorava al buio nella montagna da sempre teneva in gran conto l\u2019aiuto offerto dall\u2019alto ed oggi noi abbiamo riscoperto questo aiuto.<\/p><\/blockquote>\n<p>Infine l\u2019intera macchina fresatrice, lunga oltre 200 m, si spinse fuori dalla galleria, venne smontata ed estratta dal pozzo con una gru.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I LAVORI AGGIUNTIVI<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante cio\u0300 le ingenti infiltrazioni non furono prive di conseguenze.<br \/>\nL\u2019anello in calcestruzzo in galleria e\u0300 dotato, fra i suoi singoli elementi, di una guarnizione, che normalmente e\u0300 sufficiente per consentire iniezioni di cemento riempitive fra anello e parete rocciosa. L\u2019acqua in pressione obbligo\u0300 tuttavia a sigillare le fughe fra gli elementi dell\u2019anello, pari a quasi seimila fughe, corrispondenti ad un pluslavoro che fece ritardare i lavori di alcuni mesi. Anche questo lavoro aggiuntivo venne eseguito, l\u2019anello di calcestruzzo venne sigillato col cemento e le parti soggette a forti infiltrazioni vennero rinforzate con la resina. L\u2019opera di presa venne infine realizzata a Moso e predisposta per l\u2019inserimento dell\u2019acqua. Anche il pozzo piezometrico venne completato con l\u2019inserimento degli ultimi tubi di acciaio, saldati e ricoperti di cemento. Un lavoro realizzato anch\u2019esso da una ditta locale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019INIZIO DEI LAVORI Nell\u2019autunno 2006 iniziarono i lavori, quantunque l\u2019affidamen- to avesse suscitato grande attesa. Ci si chiedeva, chi avrebbe presentato le offerte per la galleria, che era l\u2019incarico di gran lunga piu\u0300 grande. 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